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DuckDuckGo  E Privacy Su Internet

DuckDuckGo e privacy su Internet

DuckDuckGo e la privacy su internet

quanto sono private le ricerche ?

Oggi, sempre di più, si sente parlare di privacy online ed è sempre più pressante l’argomento.
Non si riesce a percepire se la privacy online è una burla o un perverso meccanismo.
Ebbene si! Siamo monitorati e i nostri dati personali, le attività di ricerca, le immagini, le informazioni di contatto, sono sempre più custodite da macchine e bot che conservano più a lungo della nostra memoria date e interazioni.
Questa condizione diventa per noi scontata, addirittura necessaria per appagare la nostra curiosità o per usufruire degli strumenti “sociali” e le applicazioni alle quali non sappiamo più rinunciare.
Il prezzo da pagare è la nostra privacy che attualmente ha meno valore di un centesimo.
C’è chi utilizza questi dati per manipolare le nostre scelte per scopi di controllo e per influenzare scelte commerciali.
I motori di ricerca raccolgono ogni tipo d’informazione sulla nostra storia delle ricerche, il tipo di dispositivo utilizzato, la posizione geografica, il profilo personale, interessi, hobby, amici, i viaggi, le immagini, i video, ecc.
Google, per esempio, integra i dati raccolti attraverso tutti i suoi prodotti (Gmail, G +, YouTube, ecc) e redige un profilo piuttosto preciso su ciascuno dei suoi utenti. Anche Bing e Yahoo hanno lo stesso concetto di base.
Questa informazione verrà poi utilizzata per redigere set speciali di risultati di ricerca che sono personalizzati per ciascuno di noi e che corrispondono direttamente agli argomenti preferiti  (almeno per quello che il motore di ricerca “percepisce” dalle proprie fonti di informazione).
L’utilizzo di tali dati personali potranno essere una vera miniera d’oro, e i motori di ricerca lo sanno.
Essi condividono i dati raccolti con le agenzie pubblicitarie (remarketing) e di conseguenza si arriva ad un vero e proprio “stalking pubblicitario”, gli annunci web!!
Immaginate di fare una ricerca per delle “scarpe alla moda” e si finirà per vedere lo stesso paio di scarpe su ogni sito che visiterete per mesi!!

Eppure esistono alcuni motori di ricerca che non hanno interessi a tracciare i dati.

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E’ il caso di duckduckGo il motore di ricerca inventato da Gabriel Weinberg che, per suo credo, non traccia log e utenti, nel proprio motore di ricerca.
Questo non vuol dire che si è immuni dall’essere “salvi”.
Ogni sito o applicazione può tracciare dati per il proprio funzionamento, anche senza creare “danni” agli utenti, cancellando ogni informazione quando viene chiusa la sessione del browser.
Questo comportamento “virtuoso” è però nella pratica sempre più raro.
La preoccupazione, soprattutto degli utenti americani, è dovuta al fatto che dal 2012 Google ha dato accesso alla National Security Agency, NSA, per tutti gli account utenti, compresi i file audio e video, mail, documenti, registri di connessione, localizzazione ed altro.
Altra categoria “privilegiata” sono le agenzie di pubblicità, che hanno accesso alle statistiche dei siti con Google analytics e relative App.
Con DuckDuckGo lo scenario è diverso, infatti il motore di ricerca americano, non è in grado di monitorare coordinate GPS e altri parametri legati al profilo dei propri utenti, restituendo per ogni richiesta le stesse informazioni, indipendentemente dalla posizione geografica.
DDG non costruisce una profilazione degli utenti come fa Google.
Le principali differenze fra Google e DDG sono rappresentate proprio dalla tipologia di relazione fra richiesta al motore e risposta; Google ricorda le precedenti query e le associa (se possibile) alle nuove, per fare un esempio se effettuo un ricerca con la parola chiave “Sting” e successivamente effettuo una nuova ricerca con la parola “Roxanne”, mi restituisce i brani dei “Police”, interpreta, quindi,  come consequenziali le due ricerche e le fonde in un risultato unico.
Questo con DDG non accadrà mai, ogni ricerca è univoca, non tracciata, crittografata, sempre autonoma.
Chiaramente Google appare più completo, proprio perché traccia le risposte in base alle nostre richieste precedenti, ma questo a scapito della privacy e della uniformità delle ricerche.
Il design di DDG è molto semplice e “ispirato” al suo antagonista principale (Google), però con il nuovo look, sono state inserite nuove funzionalità per le immagini, audio, video, mappe e news.
DDG ha sempre dichiarato di voler fare della privacy il primo suo obiettivo e non avere nessuna intenzione, anche in futuro, di tracciarne le ricerche.
Altra grande opportunità per DDG è la possibilità di collaborare attivamente per lo sviluppo del motore, in stile Wiki o se preferite Open source.
DDG ha come suo intento di dare risposte alle ricerche raccogliendo fra milioni di link e fonti attendibili, ovvero solo risposte di qualità “certificate” e lotta allo spam sempre più incessante.
Gabriel Weinberg ha dichiarato ultimamente, che lo sviluppo di DDG prosegue anche per la sezione “notizie”, attualmente fortemente orientate al mondo anglofono e che saranno sviluppate anche altre lingue per colmare lo strapotere di Google.